Vino, ieri e oggi

Cos’è il vino? E’ questa una domanda che da molto tempo ci facciamo e a cui possiamo dare molteplici risposte, dalle più semplici, esplicative del semplice significato letterale (ovvero prodotto della trasformazione dell’uva) alle più complesse, intrise di numerosi significati legati a questo particolare prodotto e al mondo circostante. Molti non sono certi che si sia data una risposta completa ad oggi ma, quello che appare sicuro, è che il significato del vino e del suo contesto è profondamente mutato nel corso dell’era moderna e con esso il proprio significato si è profondamente complicato.

Il vino appare sempre di più come una sorta di simbolo di qualità della vita, di un lifestyle intelligente, di un approccio ai consumi decisamente moderno, capace di conciliare i piaceri del palato a quelli più emotivi legati alla cultura. Se questa constatazione è vera non possiamo non leggere in questa sottolineatura l’esatto profilo del nostro Paese, della nostra enologia.

Nell’universo del vino, oggi, è sempre più marcato il sinergismo tra la produzione agricola e la produzione di paesaggio, concetti basati a loro volta su un modo integrato di intendere il “rapporto uomo-natura-tecnologia”.

Da qui la concreta necessità di concentrare gli sforzi per creare un’offerta integrata tra i vari sistemi in gioco e cioè quello vitivinicolo, quello turistico, dell’ospitalità e quello ambientale, al fine di dare a questo prodotto la giusta notorietà che gli consenta di essere apprezzato dai consumatori.

In questo contesto, un ruolo importantissimo viene giocato dalla comunicazione: per un’azienda che si deve affacciare con i propri prodotti sul mercato è fondamentale scoprire quello che i consumatori associano ai singoli vini vagliando inconsciamente un insieme di cose dato dalle caratteristiche proprie del prodotto e dalle possibili influenze del territorio su di queste.

Così da noi il vino trasuda di cultura, di storia, di tradizioni e di sapienza contadina ma anche di grande innovazione tecnologica in vigna e in cantina: il Made in Italy è ormai considerato una sorta di “cult” in molti Paesi del mondo. Quando andiamo in giro per il mondo, noi italiani siamo percepiti come un popolo speciale, capace di vivere bene, è questa è l’idea che diamo di noi. Sorge allora spontanea una domanda: L’abbiamo sfruttato fino in fondo questo appeal, almeno nel mondo del vino? Anche a questa domanda è dura rispondere; ad ogni modo però una cantina che voglia risultare vincente deve comunque confrontarsi con questi quesiti. La cantina Roccafiore in questo senso si sta facendo portavoce all’esterno di tutta quella molteplicità di colori e sfumature che contornato il settore vitivinicolo italiano e che lo rendono un gioiello desiderato in tutto il mondo e in un certo senso questo è già un buon tentativo di rispondere alle nuove e difficoltose domande che il mondo vitivinicolo e d in particolare il consumatore moderno si pone.

Francesco Diotallevi
Dottore Agronomo

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La qualità nel mercato del vino

Il punto di partenza della riflessione proposta si focalizza sul fatto che sempre di più al giorno d’oggi il consumatore di vino sta diventando esigente e non si accontenta più di un prodotto medio, ma cerca delle nuove sensazioni per soddisfare il proprio gusto. I mutati stili di vita alla base del calo dei consumi nei paesi tradizionali produttori portano anche alla richiesta di una maggiore qualità del prodotto.
L’Unione Europea è il maggior produttore mondiale di vino, nonché il maggior consumatore, esportatore ed importatore. Copre il 60% della produzione mondiale (produzione media di circa 170 milioni di ettolitri) e circa il 60% dei consumi (si stimano 130 milioni di ettolitri media delle ultime annate).
L’UE è anche il maggior esportatore e il più grande importatore, con una bilancia commerciale positiva sia in quantità che in valore: i valori medi degli ultimi anni sono infatti di 13 milioni di ettolitri di vino esportati (per un valore di oltre 5 miliardi di Euro) e di 10 milioni di ettolitri importati (per un valore di oltre 2,5 miliardi di Euro), con un surplus della bilancia commerciale pari quindi a circa 2,5 miliardi di Euro.
Questi numeri, che mostrano un’indubbia leadership a livello mondiale, non evidenziano però quanto l’Unione Europea abbia patito e stia ancora oggi soffrendo in termini di competitività “l’acuirsi delle sfide” dei paesi del resto del mondo sia sul mercato internazionale sia sul proprio mercato interno, in particolare nella capacità di conquistare quote nei mercati in crescita.
I consumi interni all’Unione Europea sono in leggero e continuo calo, effetto di una diminuzione strutturale e di lungo periodo nei principali paesi consumatori e produttori non compensata dalla recente crescita dei consumi nei paesi non tradizionali produttori (Nord Europa). Anche a livello mondiale, di fronte alla diminuzione in alcuni paesi tradizionalmente produttori (come l’Argentina), si assiste alla crescita di importanti mercati (primo fra tutti il Nord America).
Di fronte a questo nuovo contesto risulta evidente come i produttori europei debbano sempre di più spostare la propria ottica produttiva verso leve comunicative che dimostrino al consumatori come i prodotti di un certo contesto geografico siano nettamente superiori rispetto alla concorrenza. Questa condizione risulta ormai imprescindibile per essere vincenti nel mercato mondiale e avere poi anche dei risultati economici positivi.

Francesco Diotallevi
Dottore Agronomo

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Un fiore tra le colline di Todi

“Roccafiore è un’azienda fatta di persone”. Questo slogan, solo apparentemente banale, ci era già piaciuto. Poi abbiamo conosciuto le persone, la loro passione per il vino e la campagna, diventata un concreto  progetto vitivinicolo dopo l’incontro con l’enologo Hartmann  Donà. Vigneti di nuovo impianto, conversione ad agricoltura biologica e micro terrazzamenti sul profilo morbido delle colline attorno a Todi. Quest’altra nuova entrata, Roccafiore www.roccafiore.it , è quindi umbra: umbra di Grechetto di Todi  e Trebbiano Spoletino, di Sangiovese e Sagrantino: vini di forte personalità, di un potenziale dirompente che trova oggi la la propria compiutezza nel chiaro richiamo del varietale e nell’estrema pulizia e godibilità e che troverà domani il riconosciuto merito di aver fatto la storia di un territorio.

Articolo tratto dalla newsletter di Terraviva.

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L’importanza della notorietà nel settore vitivinicolo

Il mercato dei prodotti agroalimentare ed, in particolare, quello vitivinicolo, è caratterizzato da un eccesso di offerta, da una concorrenza sempre più agguerrita e dall’alta imitabilità potenziale sia dei prodotti che delle strategie di business. In tale contesto è chiaro che un’azienda per risultare vincente nel proprio business debba far leva su tutti gli aspetti chiave legati al proprio prodotto. Da qui l’importanza del concetto di notorietà e di brand di un prodotto quali leve indispensabili per il successo competitivo.

La marca comunica una serie di valori ad essa associati nel tempo che ne costituiscono il patrimonio (brand equity) e non può funzionare senza un costante riferimento alla realtà fisicamente sperimentata dagli individui, al mondo dei prodotti e delle loro prestazioni: è costantemente immersa nel contesto sociale, economico e umano del suo tempo e si mostra particolarmente reattiva ai fenomeni simbolici e socio-culturali che attraversano e definiscono tale contesto. Gli strumenti di comunicazione aziendale si pongono quindi quale obiettivo principale di saper trasmettere un messaggio per rendere nota una certa marca e l’identità ad essa connessa.

Con notorietà si intende in generale lo stato di un qualcosa, tangibile o non che sia, notorio, conosciuto, manifesto. E’ chiaro che i due concetti sono estremamente legati tra loro  e d anzi, in termini generici si può affermare che l’uno non abbia la capacità di sussistere nel lungo periodo senza l’altro e viceversa.

In un mercato sempre più caratterizzato da una tendenziale omogeneità di prodotti, e soprattutto da una enorme confusione suscitata principalmente dalla numerosità di referenze presenti dal lato dell’offerta, la notorietà e la marca, possono risultare il vero fattore discriminante affinché un prodotto risalti rispetto agli altri della stessa categoria commerciale.

E’ chiaro che tali concetti sono indissolubilmente legati al target al quale si fa riferimento e verso il quale si spinge il proprio prodotto: il livello socio-economico, il contesto culturale, l’ambiente, il retaggio storico sono tutti elementi che distinguono consumatori da consumatori ed influiscono anche nei riguardi della propria suscettibilità di fronte ad un determinato prodotto.

Ma dal canto suo, l’offerta ha a disposizione alcune leve che possono essere adottate in modo generico ed oggettivo e che contribuiscono ad un innalzamento del livello di notorietà: la diffusione capillare del prodotto, la partecipazione a manifestazioni, la risultanza su riviste di settore, la promozione attraverso i canali comunicativi, etc.

Va precisato infine come la notorietà di marca gioca un ruolo fondamentale anche nel processo di costruzione del posizionamento di mercato delle imprese rispetto alle altre concorrenti. La sua misurazione è indispensabile per capire se le strategie di marketing prescelte e adottate abbiano di fatto portato l’impresa alla posizione desiderata o se invece ciò non sia accaduto. Nel caso specifico del vino, la misurazione del posizionamento diventa un indicatore essenziale dell’efficacia delle strategie di marketing.

Prendendo in esame una caso studio della realtà regionale, la cantina Roccafiore si pone certamente tra le esperienze umbre di maggior  interesse. Questa cantina, meglio di altre, ha ben compreso che ormai non esiste più un prodotto senza un contesto sociologico, culturale e di territorio, che lo supporti. A Roccafiore non si producono solamente ottimi vini. Da parte della famiglia proprietaria c’è infatti la ferma volontà a voler trasmettere la propria passione per il settore vitivinicolo e per tutto ciò che ne concerne. Non sentirete mai parlare di semplice produzione di vino ma bensì di vera e propria arte del vino, intesa come tutto ciò che riguarda questo mondo, dal’impianto dei vigneti fino alla vendita, curando con minuzia ogni singolo particolare affinché nei propri prodotti il consumatore possa assaggiare davvero tutta l’essenza della cantina stessa. Si può affermare che la Cantina Roccafiore è un vivido esempio di come debba essere recepito e comunicato il concetto di notorietà della marca, non solo legandola ad un prodotto, ma bensì a tutto ciò che si aggira intorno ad esso e che lo caratterizza.

Francesco Diotallevi
Dottore Agronomo

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Fiorfiore e Prova d’Autore tra i migliori IGT dell’Umbria

In occasione dell’edizione numero 31 della Mostra del Tartufo di Città di Castello si è tenuto il primo concorso enologico regionale, categoria IGT.

C’era la commissione esaminatrice composta da 20 sommelier delle delagozioni AIS di Città di Castello, Arezzo e Montefeltro/Urbino. Poi c’erano i vini – tutti rigorosamente IGT – tra i più rappresentativi dell’Umbria, con la partecipazione di 30 cantine. E ovviamente c’era la Cantina Roccafiore, che partecipava con Fiorfiore 2008 e Prova d’Autore 2007.

Inatteso quanto sbalorditivo il risultato: Roccafiore riceve la medaglia d’oro con il Fiorfiore, premiato come miglior bianco IGT dell’Umbria, mentre il Prova d’Autore si classifica secondo tra i rossi IGT. Due premi per due vini, niente male!

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Anteprima dei vini “Vigna d’Autore”

Venerdì 3 e Sabato 4 Dicembre la Cantina Roccafiore presenta un’anteprima delle nuove annate dei vini “vigna d’autore” direttamente nelle migliori enoteche, wine bar e nei più importanti ristoranti della regione. Un evento dedicato agli enonauti e non solo per scoprire le perle enologiche della giovane cantina.

Si tratta della seconda edizione di questo evento, che – visto il successo dello scorso anno – ho voluto proporre ancora con lo stesso format. Funzionerà così, su tutto il territorio umbro saranno presentati i tre top wine della produzione di Roccafiore, l’appuntamento è per l’aperitivo e la cena: sarà una degustazione che avrà luogo in contemporanea in tutti i locali che aderiscono all’iniziativa e che si svolgerà, anche questa volta, con la preziosa collaborazione di Bengodi. A breve verrà anche pubblicata la lista dei clienti in cui poter degustare i vini dell’anteprima!

Andremo a degustare le nuove annate di Fiorfiore e Collina d’Oro, di cui andremo ad assaggiare il risultato della raccolta 2009. Sarà, invece, la seconda uscita del Prova d’Autore, che esce come vendemmia 2008. Anche quest’anno non posso nascondere l’emozione per questa importante anteprima.

Il backstage della nostra giovane azienda? Una serie di scelte audaci, soprattutto quella di non omologarci ad un’offerta tendenzialmente standardizzata. Questo attraverso l’interpretazione stilistica dei nostri vini che, grazie ad Hartmann Donà – enologo altoatesino – hanno forte riconoscibilità e personalità. E poi attraverso la scelta di non percorrere la strada dell’agricoltura convenzionale scegliendo invece quella biologica. Infine, attraverso una comunicazione ed un’immagine fresca e giovane, che rispecchia d’altronde l’essenza e le persone dell’azienda.

E infine un vero plus in termini di marketing. Oggi gli standard qualitativi si stanno innalzando di anno in anno, fare vini buoni è quasi scontato. Ciò che fa la differenza dunque non è solo il prodotto, ma il modo in cui si comunica un’azienda ed un vino, le persone e le storie che ci sono dietro a quel vino. La nostra è la storia di una famiglia che ha intrapreso un’avventura imprenditoriale guidata dalla passione. E quando racconto cos’è Roccafiore, non faccio altro che raccontare la mia storia, e lo faccio con passione.

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Note di Mare in Terrazza 2010

Si è conclusa con successo l’edizione 2010 di “Note di Mare in Terrazza”, che il Ristorante Fiorfiore è tornato a proporre per la terza estate consecutiva.
Nei cinque venerdì che hanno attraversato il mese di Luglio, il nostro Chef Carlo Grimaldi ha selezionato delle specialità a base di pesce, accompagnate dai vini suggeriti di volta in volta dal nostro Maitre-Sommelier Luca Rosati.
Il tutto si è svolto nell’impareggiabile cornice della nostra terrazza e le serate sono state allietate dalle note di fondo del Maestro Francesco Conte, che ha presentato un racconto musicale a cinque puntate.

Dunque arrivederci al prossimo anno con questo appuntamento divenuto ormai una piacevole occasione per ritrovarsi tra amici in un clima decisamente festoso…

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Enogastronomia e turismo 2.0 firmati Meetweb

Il blog della Residenza Roccafiore porta la stessa firma del sito, online dallo scorso anno e vincitore dell’edizione 2009 del concorso DONNAèWEB. La firma è quella del team di Meetweb, la web agency di Napoli a cui Roccafiore si affida per le attività di web marketing.

Dal sito al Blog.

Se il sito web riesce a mostrare con efficacia la ricchezza della struttura recettiva umbra, con un web design che immerge l’utente nelle calde e accoglienti atmosfere della Residenza, il blog riprende sapientemente la stessa grafica del sito, creando continuità e armonia nel passaggio dalle informazioni istituzionali presenti sul sito alla comunicazione più diretta e informale che scorre attraverso il blog.

Vino, gastronomia e benessere 2.0

I contenuti sono gestibili in totale autonomia da back office da parte del management  dell’azienda. Con il blog, Roccafiore si dota di uno strumento grazie al quale tenere informati gli ospiti più fedeli e i nuovi clienti sulle novità in programma o sulle offerte speciali , e di un luogo dove raccontarsi, anche attraverso i feedback di chi ha già provato un’esperienza Roccafiore, in perfetto stile web 2.0.

Roccafiore si affida a Meetweb dal 2009. Dopo la pubblicazione del nuovo Roccafiore.it , capace di illustrare efficacemente l’offerta unica della Residenza che ne fa molto più di un agriturismo (hotel, cantina ed e-commerce di vini pregiati, centro benessere, centro congressi per eventi aziendali di ogni genere), la web agency ha realizzato il blog e continua ad occuparsi della strategia di seo marketing del sito che in un settore competitivo come quello turistico, ha già ottenuto ottimi risultati (+60% visite rispetto al sito precedente).

Leggi il comunicato ufficiale

Claudia Saputo
Ufficio Stampa Meetweb
claudia.saputo@meetweb.it

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L’angolo dello Chef

La cucina è un’arte, il cui messaggio passa attraverso sapori, profumi, colori, sensazioni ed emozioni.

Il cibo rappresenta anzitutto un’occasione per incontrarsi e far festa. Ma non solo! A tavola si mescola di tutto, dietro agli odori e ai sapori si nascondono un’immensità di cose che solo la nostra cultura, il nostro desiderio, la nostra creatività e la nostra immaginazione trasformano in un vero e proprio linguaggio.

Questa rubrica nasce con l’intento di farvi entrare virtualmente nella nostra cucina, di farvi conoscere le nostre semplici ricette e darvi la possibilità di rendervi chef giorno dopo giorno.

Di volta in volta dunque verranno inseriti nuovi piatti, tutti presenti nella nostra carta, che saranno descritti e raccontati dallo chef tramite un paroliere d’eccezione, la sottoscritta.

Se amate cucinare, amate la creatività e la fantasia e avete la necessità di assecondare nonché comunicare stati d’animo tramite il cibo, in questo blog troverete gli stimoli necessari per tenere viva questa passione.

Ed ecco la ricetta di oggi…

“Mozzarella tiepida di bufala campana con code di gambero al profumo di vaniglia e pomodorini al pesto”

Si tratta di un piatto estivo, dai sapori freschi e gradevoli, una sorta di caprese rivisitata con aggiunta di gamberi. Il tocco particolare è fornito, inoltre, dal sapore di vaniglia che, se pur lieve, addolcisce e completa il piatto.

Tempo di preparazione: 15 minuti circa
Livello di difficolt
à: Facile
Ingredienti per 4 person
e: 12 gamberi, 300 gr mozzarella di bufala, 300 gr pomodorini, pesto di basilico, sale q.b. , olio extravergine di oliva, stecche di vaniglia.

Tagliare i pomodorini in 4 spicchi, condirli con un pizzico di sale ed olio extra vergine di oliva e disporli sul piatto.
Tagliare la mozzarella a fette abbastanza spesse, dopo averla stiepidita a forno basso, appoggiare le fette di mozzarella sui pomodorini.
Cuocere i gamberi al vapore a 68°, pulirli e mettere le code sul composto di pomodorini e mozzarella di bufala.
Condire con olio tenuto in infusione con le stecche di vaniglia.
Infine guarnire con gocce di pesto di basilico.

Vino consigliato: Bianco Fiordaliso – Cantina Roccafiore.

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Benvenuti nel nuovo Blog di Roccafiore

E’ con grande piacere che vi do il benvenuto nel nostro nuovo blog.
Che cosa vuole essere questo spazio?

La finestra aperta agli amici sul fantastico mondo Roccafiore!

Sono qui per aprire il dialogo con tutti quelli che desiderano saperne di più su Roccafiore, informarvi delle novità, scambiare fra di noi le esperienze più belle e rispondere alle vostre curiosità, darvi anticipazioni su nuovi eventi, sulle offerte speciali e su tutto quello che vorrete chiedere.

Senza limiti, se non quelli delle regole base di convivenza di ogni blog, cioè usare un linguaggio ed espressioni che non offendano nessuno e rispettare la privacy delle persone.

Come blogger vorrei mettervi al corrente di tutto ciò che desiderate sapere, tenendovi aggiornati sulle attività future o semplicemente raccontando esperienze, impressioni, emozioni.

I temi sono quelli che ruotano intorno all’universo di Roccafiore: il vino e la cucina, il benessere e la campagna…

Il blog sarà aggiornato con frequenza settimanale, con miei post o post di amici che vorranno raccontare qualcosa su Roccafiore: un week-end indimenticabile, un massaggio da sogno, un’impressione sui nostri vini o sui piatti dello Chef.

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